

Descrizione
Pianta erbacea biennale con radice carnosa e ingrossata con odore di carota.
I fiori, bianchi o rosei, sono raccolti in ombrelle con 20-40 raggi; quello centrale (leggermente più grande) di ogni ombrella è sterile, di colore spesso porporino scuro.
Storia
La pianta è conosciuta e coltivata sin dall’epoca classica, la si trova già negli scritti di Ippocrate, sebbene se ne appiano scarse informazioni riguardo al suo uso.
Il centro del fiore, di colore rosa scuro/violaceo, viene usato dai miniaturisti come colore.
La progenie della carota selvatica è quella che ora si coltiva in tutto il territorio italiano e i fittoni hanno un buon profumo di carota.
Durante il regno di Giacomo I, in Inghilterra, le dame si adornavano i capelli con ghirlande fatte di fiori di Daucus carota. Gli antichi greci chiamavano anche la carota col termine di "Stafilinos", che indicava la gola, o meglio le infezioni orofaringee.
Caratteristiche
Dai suoi frutti si ricava un olio aromatico che viene usato per la produzione di liquori.
L’olio estratto dai semi è inoltre utilizzato nella fabbricazione di liquori.
Miti, leggende e simboli
Si riteneva che un fiore di carota, raccolto nelle notti di luna piena, servisse a curare l’epilessia, oppure che aiutasse il concepimento: per favorirlo era necessario bere un bicchiere di vino, nel quale fossero stati bolliti i fiori della pianta.