Francesco Battaglia

Francesco Battaglia

Title: Chiesa di Santa Maria del Monte

Chiesa di Santa Maria del Monte

Descrizione

Posta in cima alla scalinata di Santa Maria del Monte, la chiesa presenta una facciata in parte barocca e in parte in stile bizantino, per la ricostruzione dopo il terremoto.

All'interno ci sono tre navate dove la volta della navata centrale è decorata con affreschi raffiguranti eroine bibliche, le prefigurazioni di Maria, dipinta nella volta del presbiterio, realizzati dai fratelli Vaccaro. Gli altari laterali sono dedicati alla Madonna del Salterio, l’altare della Presentazione di Maria al Tempio con lo stemma gentilizio della famiglia Boscarelli Sturzo, e l’altare del Cristo alla Colonna, con la statua lignea realizzata nel 1592 dall’artista Paolo Nigro.

Riferimenti storici

All’interno della chiesa c'è custodita l'immagine bizantina di Maria SS, patrona di Caltagirone, con in braccio il bambino Gesù: la storia narra che la Vergine Santa fece convertire il cuore di tutti fedeli nel 1572 mostrando il suo volto nelle acque della Sacra Fonte. 

La chiesa venne realizzata in cima alle scale perché si collegava direttamente alla piazza.

Title: Palazzo Biscari

Palazzo Biscari

Descrizione

Al palazzo si accede attraverso un grande portale su via Museo Biscari, adornato di una grande scala a tenaglia. All'interno si trova il "salone delle feste" in stile rococò, dalla complessa decorazione fatta di specchi, stucchi e affreschi. Il cupolino centrale, precedentemente utilizzato come alloggiamento dell'orchestra, è coperto da un affresco raffigurante la gloria della famiglia Paternò Castello di Biscari, e vi si accede attraverso una scala decorata a stucco all'interno della grande galleria affacciata sulla marina.

Riferimenti storici

L’edificio venne realizzato per volere della famiglia Paternò Castello dei principi di Biscari a partire dalla fine del Seicento e completata nel secolo successivo, in seguito al catastrofico terremoto dell'11 gennaio 1693.

Title: Chiesa Madre di San Nicolò e del S.S. Salvatore

Chiesa Madre di San Nicolò e del S.S. Salvatore

Descrizione

L'esterno della chiesa è a prospetto tardo-barocco, scandito da otto grandi paraste con alti basamenti e capitelli corinzi. Il portale centrale presenta colonne binate e timpano ad arco spezzato e le due porte laterali sono sormontate da finestre a rosone. 

L'interno della chiesa è a croce latina e presenta tre navate divise da cinque arcate, sorrette da dodici pilastri con capitelli ionici, decorate da raffinati stucchi settecenteschi, e nei pennacchi della cupola ci sono le statue dei quattro evangelisti. Gli affreschi presenti nella volta e nell'abside raffigurano scene della vita di San Nicola e i Misteri gloriosi di Gesù.

Riferimenti storici

L'origine della Chiesa Madre di Militello in Val di Catania risale addirittura al tempo della dominazione bizantina in Sicilia. Si deduce che questa Chiesa Madre dedicata a San Nicolò esisteva a Militello prima del IX secolo d.C, e nel corso dei secoli successivi, la fabbrica della Chiesa venne sempre più ampliata fino all’edificazione del campanile, dove i lavori ebbero inizio nei primi anni ’50 del XVIII sec. Ma con il violento terremoto dell’11 Gennaio 1693 la chiesa si ridusse ad un immenso cumulo di macerie, perciò venne successivamente restaurata e venne aggiunto il finestrone nel 1755, concludendo i lavori nel decennio in corso. 

La realizzazione della meravigliosa Sacra del SS. Salvatore venne eseguita nel 1818 dallo scultore palermitano Girolamo Bagnasco su interessamento delle nobili e potenti famiglie militellesi dei Majorana, della Nicchiara e dei Rejna, mentre il fercolo dello stesso simulacro venne creato nel 1842 dal ragusano Domenico Leone.

Iconografia

Nei documenti di carattere religioso, il più antico si rileva nel "De Veteribus Recentioribusque rebus Siculis" dello storico Santo Policastro, con la citazione del passaggio in città, nel 1085, del gran Conte Ruggero d’Altavilla, il quale, per la speciale devozione professata verso S. Nicolò, riconsacra la chiesa come la “maggiore”.